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MOMENTI DI…. ESPERIMENTI…

MOMENTI DI…. ESPERIMENTI…

per uscire dei soliti schemi, per non riempire gli hard-disk con scatti che gira gira poi alla fine si rassomigliano tutti, oggi ho provato a fare quello che faccio sempre al capanno, ma da un altro punto di vista…
Questi scatti possono piacere come non piacere, a primo pelo devo dire che lo sfuocatone ha il suo perché e non averlo un po’ mi infastidisce, ma poi nel vederli così ambientati li sento ancor più nel mio piccolo mondo segreto…
tecnica e angolazioni di ripresa vanno ancora studiati ed affinati, ma l’importante è iniziare a muovere i primi passi, senza troppe pretese e senza la paura di sbagliare…
Un doveroso ringraziamento va a quel tremendo essere che è “Julien”, l’averla maschio che ho così soprannominato, a cui basta davvero poco per diventare super collaborativo e che non è per nulla intimorito da quella stana scatola nera che sta a poco più di 40 centimetri dal suo posatoio preferito…

A voi i primi risultati… buona visione!!!

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CINQUANTA SFUMATURE DI BIANCO  E DI NERO… A TU PER TU CON IL CAPOVACCAIO

CINQUANTA SFUMATURE DI BIANCO E DI NERO… A TU PER TU CON IL CAPOVACCAIO

Il capovaccaio (Neophron percnopterus) la specie target del mio ultimo recente viaggio in terra spagnola fotografato nella Valle di Alcudia, con Bartolomé Muñoz Pozo nel suo capanno del Torilejo che offre una quantità ed una varietà di possibilità fotografiche davvero straordinarie. Ad oggi posso dire che non esiste altro capanno al mondo che possa mettere così a dura prova l’otturatore della macchina fotografica e soprattutto le schede di memoria che si riempiono a dismisura e a una velocità impressionante nel corso delle ore.. un lavoro di Bartolomé dietro le quinte davvero superlativo!!!

Il capovaccaio, il mitico uccello sacro all’epoca delle piramidi, utilizzato simbolicamente nei geroglifici è facilmente riconoscibile in quanto è il più piccolo tra gli avvoltoi europei. Ha abitudini migratorire e passa l’inverno in Africa dal Senegal all’Etiopia, ma in particolare in Mali e Niger.

13 capovaccaio tris di avvoltoi

Ha un viso privo di piume, con pelle gialla e grinzosa; il becco è giallo chiaro, sottile e adunco, con punta nera e base rosso-arancio. I due sessi sono molto simili e presentano piumaggio bianco, con penne remiganti nere ben visibili durante il volo, la coda ha forma conica.

20 capovaccaio ritratto

Gli esemplari giovani hanno piumaggio bruno, un po’ maculato, che diventa più chiaro fino all’età adulta (circa 5 anni).

1 capovaccaio  avvoltoio Neophron percnopterus
17 capovaccaio giovane ritratto

Il capovaccaio, così chiamato perché era solito seguire le mandrie al pascolo per cibarsi delle placente abbandonate sul terreno dopo il parto, di piccoli animali morti e di escrementi; la sua specializzazione consiste nella capacità di rompere le uova usando una pietra aguzza come scalpello.
E’ piuttosto leggero e riesce a sfruttare anche le deboli correnti ascensionali del mattino ed è uno dei primi avvoltoi a comparire in cielo…

5 capovaccaio arrivo al buio

2 capovaccaio  in volo

28capovaccaio giovane ad ali spiegate

come sempre sul mio sito troverete una nuova galleria in HD dedicata a questo soggetto fotografato in diversi momenti; posato, in volo e durante qualche baruffa…

35 capovaccaio  lotte

Buona visione
Alain Ghignone

MOMENTI… REALI!!!

Un sogno che diventa realtà, quando meno te lo aspetti, è una soddisfazione immensa…
poter vedere e fotografare il nibbio reale, è stato da sempre un mio sogno ed un desiderio che non credevo poter realizzare visto che in Valle d’Aosta e nel nord Italia questa specie non è nel suo areale e vederlo da vicino è praticamente impossibile.

18_nibbio_reale_primi_raggi

3_nibbio_reale_milvus_mulvus_volo_radente

Con passaggi davvero ravvicinati, un appetito non indifferente e battibecchi con i cugini nibbio bruni si è concesso per un giorno intero in tutta la sua maestosità; la sua apertura alare davvero impressionante a volte non mi ha permesso di riprenderlo per intero malgrado usassi il 500 liscio, ma quando “si è trovato” alla giusta distanza gli scatti della Nikon D810 a pieno formato a 36 megapixel e a soli 200 ISO sono stati a dir poco superlativi!!!

8_nibbio_reale_riposo_all_ombra

4_nibbio_reale_faccia_a_faccia

14_nibbio_reale_faccia_a_faccia

10_nibbio_reale_a_caccia

spero che le immagini in questo articolo possano risultare di vostro gradimento e vi invito a guardare la galleria completa on-line sul mio sito.

A presto con tutte le ultime novità spagnole che a poco a poco riuscirò a pubblicare.
Alain Ghignone

IL TORCICOLLO l’uccello facile da udire, difficile da scovare…

IL TORCICOLLO l’uccello facile da udire, difficile da scovare…

Anche quest’anno è arrivato aprile, le sue giornate sempre più lunghe, il suo tepore ed i primi uccelli migratori che scelgono la Valle d’Aosta per nidificare o per sostare alcuni giorni nel loro lungo tragitto migratorio.
Come di consuetudine ad inizio aprile arriva in Vallée il torcicollo (Jynx torquilla) un picide dalla livrea estremamente mimetica e dal canto inconfondibile.
Anche quest’anno è proprio la mattina del primo di aprile che ho sentito il suo inconfondibile canto risuonare nel frutteto vicino a casa.

torcicollo canterino

A causa di giornate molto ventose ho dovuto pazientare un paio di giorni prima di poter andare a cercarlo e a fotografarlo come è avvenuto con più o meno fortuna negli anni addietro; essendo io un po’ in ritardo sulla sua “tabella di marcia” non mi sono stupito quando l’ho sentito darmi il benvenuto con il suo canto mentre mi avvicinavo a piedi al capanno che ho allestito per le mie sessioni fotografiche primaverili, estive e autunnali.
Al mio giungere nei pressi del capanno mi è subito giunto all’orecchio il canto di un soggetto intento ad annunciare a tutti il suo arrivo in zona nella speranza di attirare a se un compagno/a per mettere su famiglia in zona.
Quest’anno il mio più grande desiderio era quello di vederlo in acqua, magari a sciacquarsi le piume dopo il lungo viaggio, anche se sapevo per esperienze passate che predilige i più secchi e ruvidi bagni di sabbia e che le fresche temperature mattutine non mi avrebbero avvantaggiato.
In effetti il torcicollo “in toilette” rimane ancora un sogno, ma grande è stata la sorpresa di vederlo alla primissima occasione in centro alla pozzanghera davanti alla quale ero appostato per dissetarsi copiosamente.

torcicollo piedi a mollo

torcicollo assetato

Dopo tre appostamenti fruttuosi, un bel giorno, ho sentito con mia gioia non uno, ma bensì 2 canti distinti e ho potuto vedere sui rami più alti degli alberi circostanti 2 soggetti nell’intento di richiamarsi e di rincorrersi di fronda in fronda. Voilà il cerchio si era nuovamente chiuso, sapevo che con molta probabilità essendo sempre e solo una coppia a nidificare in zona le chances di rivederli a livello del suolo si sarebbero quasi azzerate, perché troppo impegnati nei loro rituali e nel loro intento di controllare le cavità adatte alla nidificazione.

 torcicollo alla pozzanghera

torcicollo becco in acqua

torcicollo a quattrocchi

In effetti per conquistare la compagna il maschio la porta a perlustrare i buchi trovati che posso fungere da nido, nella speranza che almeno uno sia di suo gradimento e che possa infine portare a termine la loro missione che li ha fatti involare da regioni sub-sahariane per arrivare in Europa dopo un viaggio lungo anche di qualche migliaia di chilometri.

torcicollo le candele

Ora non mi resta che aspettare con pazienza e fiducia l’involo dei giovani pulli che spesso si fermano in zona per qualche settimana e come sempre il prossimo 1° di aprile.

Tutta la galleria del Torcicollo con scatti degli ultimi 3 anni fotografici la potete trovare come sempre sul mio sito nella pagina dedicata all’avifauna fotografata in Valle d’Aosta: alainghignone.altervista.org

saluti
Alain Ghignone

WE ONLY COME OUT AT NIGHT…

WE ONLY COME OUT AT NIGHT…

Il soggetto di cui parlerò in questa occasione è tra quelli che, agli albori della mia “carriera” fotografica, avevo incluso negli “off-limits”. Non per lontananza geografica o per rarità, ma perché essendo un soggetto notturno ritenevo poco probabile la sua presenza in Valle d’Aosta ed una volta trovato sarebbe sorto il problema di illuminarlo sufficientemente, per fotografarlo correttamente senza però arrecargli disturbo e fastidio.
Durante una uscita serale in Vallée ho udito, per puro caso, quello che in principio sembrava un lamento, poi un urlo di dolore poi, solo quando è giunto più vicino, ho realizzato che potesse essere il canto di un qualche possibile rapace notturno. Visto il luogo, il periodo ed il suono non poteva che trattarsi dell’allocco (Strix aluco).

1_allocco_tra_le_fronde

La curiosità e la voglia di vederlo hanno avuto la meglio sull’iniziale titubanza nel vagare di notte in posti decisamente “wild”, al freddo ed al buio più completo.

6_il_suo_albero

11_lallocco_e_le_pigne

Le serate alla loro ricerca sono state lunghe, ma fruttuose e mi hanno permesso di trovare luoghi di ripresa più interessanti del folto bosco di partenza per poterlo fotografare come lo speravo, con lo sfondo completamente scuro e buio come la notte in cui vive, canta e caccia l’allocco, il primo strigide valdostano che sono riuscito a fotografare a notte fonda!!!
buona visione…

2_un_urlo_nella_notte

5_allocco_di_vedetta

14_faccia_a_faccia_con_lallocco

Tutta la seria è presente sul mio sito nella pagina dedicata all’avifauna valdostana!!!
Saluti
Alain Ghignone

DI FIORE IN FIORE…

DI FIORE IN FIORE…

Rincorrendo la primavera, seguendo passo passo le più importanti fioriture di essenze selvatiche valdostane, mandorli, prugni, biancospini ed altri arbusti che colorano gli incolti, i bordo strada ed le vigne de la Vallée.

1_capinera_femmina_e_mandorlo

5_codibugnolo_su_mandorlo

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Visioni di insieme e più dettagliate con l’immancabile presenza dei soggetti alati che hanno allietato le mie mattinate trascorse al nuovo capanno BIANCANEVE, punto di partenza di un progetto, agli albori, che ha lo scopo di poter far condividere le mie esperienze fotografiche anche ad altri fotografi.

16_cinciallegra_floreale

4_capinera_maschio_tra_i_fiori

20_cinciarella_solitaria

Tra le sorprese “in corso d’opera” la scoperta che ad alcuni soggetti alati ricercano con particolare attenzione ed ingordigia il polline dei fiori.

2_capinera_femmina_bottinatrice

Altri scatti che compongono questa prima serie primaverile nella galleria presente sul mio sito.
Buona visione!!!
Alain Ghignone

“GLI OSSIGENATI”  ovvero i Codibugnoli testabianca

“GLI OSSIGENATI” ovvero i Codibugnoli testabianca

Ci sono tante cose di cui potrei lamentarmi in questo periodo, ma due sono le certezze e le gioie che la vita continua ha regalarmi, la mia famiglia ed il mio capanno fotografico…
In quest’inverno particolarmente mite, l’acqua alla pozza ha gelato incredibilmente tardi, solo dopo natale. Normalmente già a partire dai primi giorni di novembre le temperatura notturne sono sempre abbondantemente sotto zero e il sole non riesce più a passare sopra le cime delle montagne e la zona è sempre costantemente gelata per poi essere sempre gelata o innevata.
E’ così che durante alcuni periodici sopralluoghi senza attrezzatura fotografica ho notato un certo movimento, piuttosto regolare, di tre codibugnoli che non avevano, come d’abitudine, lasciato la zona…
La vera sorpresa è stata quando, arrivato una mattina di gennaio con buio ancora totale, mi è balzato all’occhio che i tre non erano uguali e “classici”, ma si potevano facilmente distinguere uno dall’altro per la diversa colorazione del capo…
Uno infatti aveva le due tipiche bande scure ad arco sopra gli occhi, uno aveva la testa completamente bianca ed uno, probabilmente un ibrido, aveva le due bande scure appena abbozzate.

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Aegithalos  caudatus caudatus

Fotografarli, come previsto, non è stato assolutamente facile a causa del loro temperamento quasi isterico e perché in zona le cinciallegre e le cince bigie sono dei veri pitbull nel difendere la loro residenza invernale da qualsiasi intruso. Comunque con un “escamotage”, escogito e perfezionato nel corso delle poche mattinate libere da impegni di lavoro, ho potuto portare a casa qualche scatto che mi ha soddisfatto ed in cui è possibile vedere e distinguere i caratteri distintivi di ognuno dei tre simpatici soggetti.
Ovviamente la certezza che il più bianco dei tre sia un Aegithalos caudatus caudatus non ce l’ho, ma alcuni Esperti, tra i quali Pierandrea Brichetti e Gianfranco Colombo, hanno stimato che possa esserlo al 90%… per me comunque, come sempre, è stato un piacere stare dietro l’obiettivo e passare un po’ di tempo con questi simpatici OSSIGENATI con le ali!!!

Aegithalos caudatus caudatus

Aegithalos  caudatus  caudatus

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spero abbiate gradito questi scatti e come sempre ne trovate altri sul mio sito… buona visione!!!
Alain Ghignone

SETTEMBRE, ANDIAMO. E’ TEMPO DI MIGRARE. seconda parte

SETTEMBRE, ANDIAMO. E’ TEMPO DI MIGRARE. seconda parte

Un’altra specie, con cui ho la fortuna di passare parecchio tempo a tu per tu, è la BALIA NERA (Ficedula hypoleuca). E’ una specie migratrice a lungo raggio presente in Eurasia e Africa nordoccidentale; sverna nell’Africa centroccidentale. Sono numerosi i soggetti di passo in Valle d’Aosta, ma sfortunatamente durante l’autunno, quando sono più facili da incontrare, maschi e femmine si rassomigliano molto perché i maschi perdono il loro magnifico piumaggio primaverile bianco e nero e diventano anche loro marroni superiormente con la parte esterna delle ali e la coda di un marrone più scuro. Le parti inferiori sono bianche con sfumature fulve sul petto e parte della gola. I giovani assomigliano alle femmine ma con colorazione nelle parti superiori tendente al rossiccio e parti inferiori marcatamente più fulve. Anche la barra allare bianca è sfumata di fulvo.

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E’ uccello di piccole dimensioni appartenente all’ordine dei Passeriformi, la lunghezza è di 13-14 cm e l’apertura alare di 22-24 cm
Si ciba di insetti e delle loro larve e di parassiti dei nidi di altri uccelli. È generalmente un uccello silenzioso e soltanto di rado emette un grido di richiamo aspro, ma debole. Il curioso comportamento di mangiare i parassiti dai nidi degli altri uccelli ha fatto credere che andasse a imbeccare gli uccelli altrui, di qui il nome di balia.

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una serie dedicata alla balia la trovate sul mo sito alainghignone.altervista.org

Anno dopo anno anche il PRISPOLONE(Anthus trivialis) è solito mostrarsi per alcuni giorni nei dintorni del mio punto di osservazione. E’ un passeriforme molto diffuso nel continente europeo, con un areale di presenza molto vasto: dal Nord Europa all’Asia, sino all’India. In Italia nidifica con alcune decine di migliaia di coppie e raggiunge la massima diffusione nella fascia compresa tra 800 e 2000 metri di altitudine. Frequenta aree aperte e soleggiate di montagna, collina o pianura, in cui si trovino boschi e radure erbose; nei mesi invernali, invece, migra a Sud del Sahara.
Prevalentemente marrone chiaro, il Prispolone presenta nella parte superiore penne brune che formano strisce marcate, ma anche sfumature olivastre, mentre il petto è color crema con macchie scure. E’ lungo circa 16 cm ed ha la coda relativamente lunga come molti motacillidi.
Può essere confuso con la Pispola, Passeriforme assai simile ma leggermente più piccolo per dimensioni e dal piumaggio maggiormente striato. Sulle zampe, di colore rosa, si nota un’unghia posteriore arcuata.

prispolone in aguato

Di indole solitaria, il prispolone può riunirsi in piccoli gruppi durante la migrazione.
Il Prispolone è conosciuto per il suo volo nuziale: il maschio spicca il volo da un posatoio esposto e sale verticalmente, inizia a cantare appena prima di raggiungere il punto più elevato per poi continuare mentre si lascia cadere obliquamente con le ali aperte a “paracadute” e terminare con una serie caratteristica di note, “siie-siie-siie”.

prispolone al bagnetto 10

altre immagini di un soggetto grande amante dell’acqua le potete trovare sul mio sito alainghignone.altervista.org

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